Lezione antidoping per gli Under 17

I partecipanti al Campionato Europeo Under 17 UEFA hanno assistito a una lezione informativa sui pericoli del doping per la salute e la carriera.

Il Dr. Mogens Kreutzfeldt e Mike Earl, membri del panel antidoping UEFA, hanno dato consigli preziosi ai giocatori delle otto squadre partecipanti al Campionato Europeo Under 17 UEFA in Liechtenstein. Le lezioni, che si tengono regolarmente in tutti tornei giovanili UEFA dal 2005, hanno il ruolo fondamentale di sensibilizzare sui pericoli del doping per la salute e la carriera dei giocatori.

Ciascuna delle otto squadre in gara ha partecipato a una lezione di un'ora che spiega le ripercussioni in caso di positività al doping. Il messaggio chiave è che tutti i giocatori devono assumersi responsabilità individuali per non violare le regole antidoping.

Earl ha sottolineato che le violazioni non vengono compiute solo se si riscontra una sostanza proibita nell'organismo. Il rifiuto di sottoporsi ai test, l'interferenza con le operazioni e il passaggio di una sostanza a un compagno di squadra possono comportare una squalifica fino a due anni.

Un apposito DVD illustra le procedure antidoping della UEFA, elenca il sempre maggior numero di sostanze dopanti e spiega ai giocatori come procedere ai test.

Se si sottopongono a un test subito dopo una partita o un allenamento, i giocatori devono rimanere con un accompagnatore, senza tornare nello spogliatoio. L'anno scorso, il campione minimo di urina è stato portato da 75 a 90 ml ed è stata specificata una certa 'gravità specifica', in modo da garantire che il campione non sia troppo diluito.

Le procedure sono state approvate dall'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), che pubblica l'elenco di sostanze proibite nello sport. Qualora un giocatore debba assumere sostanze che rientrano nell'elenco, è possibile richiedere un'esenzione medica.

In caso di dubbi sulla legalità di una sostanza, i giocatori devono rivolgersi al medico di squadra. Tuttavia, è stato ricordato che solo loro saranno considerati responsabili di eventuali violazioni.

Kreutzfeldt ha voluto specificare che non è solo l'uso di una sostanza proibita che mette a rischio la carriera di un giocatore. Un calciatore professionista non può assumere liberamente medicinali, per esempio uno sciroppo per la tosse, se non è assolutamente sicuro che non contengano sostanze proibite dalla WADA. Le stesse precauzioni devono essere prese con gli integratori. Infine, le sanzioni sono identiche anche se una sostanza non viene ingerita intenzionalmente.