Lotta al doping priorità anche nel 2016/17

La nuova stagione vedrà la lotta al doping portata avanti dalla UEFA avere sempre più rilievo, con i giocatori messi ancora una volta in guardia sulle conseguenze dell'uso di sostanze illecite.

Un controllo antidoping della UEFA
Un controllo antidoping della UEFA ©UEFA.com

La lotta della UEFA al doping entra nella nuova stagione con l'organo europeo sempre più impegnato a diffondere il messaggio che i giocatori trovati positivi a sostanze proibite, andranno incontro a pesanti sanzioni.

Le squadre che pareciperanno a questa stagione di UEFA Champions League, UEFA Europa League e UEFA Youth League, sono state messe al corrente sulla tematica della lotta al doping portato avanti dalla UEFA, durante il seminario di Monaco del mese scorso.

Hanno così avuto tutti modo di sentire che, dopo l'efficace introduzione della passata stagione, la UEFA continuerà a perseguire la strada del Passaporto Biologico degli Atleti (ABP) nelle competizioni per club del 2016/17. L'ABP monitora i giocatori nel tempo ed è in grado di riscontrare l'uso di doping oltre a essere in grado di personalizzare i test in base ai valori.

Inoltre è stato spiegato che la UEFA proseguirà il programma di test sui giocatori che partecipano alle sue competizioni, in collaborazione con le agenzie nazionali antidoping (NADO) con le quali la UEFA ha siglato un accordo.

"L'uso del database WADA ADAMS, centralizzando le informazioni dei test e la collaborazione con le NADO, assicura che la UEFA ha un quadro completo completo dei test antidoping condotti sui giocatori a livello di club e di nazionale", ha detto il responsabile UEFA di antidoping e medicina, Marc Vouillamoz.

"Con queste informazioni, la UEFA può equilibrare il proprio programma di test perché sa quando i giocatori e le squadre vengono sottoposte a test sia in Europa che in tutto il mondo".

I programmi per il 2016/17 si basano sui successi del piano di test messo in atto per UEFA EURO 2016 – dove il programma antidoping è stato il più ampio di sempre in una fase finale EURO. Prima e durante la competizione in Francia, la UEFA ha collaborato a stretto contatto con le NADO delle nazioni presenti alla fase finale.

L'obiettivo per questa stagione è di continuare ad attuare un programma di test intelligenti che sia efficace e che faccia da deterrente, il tutto in collaborazione con le NADO di tutta Europa.

Oltre ai 2.242 campioni raccolti all'interno del programma di test per EURO 2016, dove non ci sono stati casi di positività, la UEFA ha raccolto un totale di 2.542 campioni nelle altre competizioni per club e nazionale durante la stagione 2015/16.

In totale, tre giocatori sono stati sanzionati per doping dagli organi disciplinari della UEFA. In due casi i giocatori in questioni hanno ricevuto una squalifica di quattro anni – uno di questi è attualmente pendente alla Corte di Arbitrato per lo Sport, dato che il giocatore ha fatto ricorso contro la decisione della UEFA – mentre un altro calciatore ha ricevuto sei mesi di squalifica.

Sui 2.542 campioni, 1.808 sono stati raccolti durante le competizioni e 734 fuori dalle competizioni. Tra questi ci sono 415 campioni di sangue e 802 analisi EPO, tutti aventi esito negativo.