Nuovi regolamenti contro razzismo e combine

L'impegno della UEFA nella lotta al razzismo e alle combine assume una nuova prospettiva grazie ai Regolamenti disciplinari UEFA 2013 approvati dal Comitato Esecutivo UEFA lo scorso mese a Londra.

Il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato le Norme disciplinari 2013 lo scorso mese a Londra
Il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato le Norme disciplinari 2013 lo scorso mese a Londra ©Getty Images

L'impegno della UEFA nella lotta al razzismo e alle combine assume una nuova prospettiva grazie ai Regolamenti disciplinari UEFA 2013 approvati durante il meeting del Comitato Esecutivo UEFA dello scorso mese a Londra.

I regolamenti rafforzano la posizione della UEFA nella lotta al razzismo, secondo un principio di tolleranza zero, e conferiscono agli organi disciplinari UEFA poteri specifici per i casi di combine e corruzione. Inoltre, consentono ai vari organi di contrastare gli incontri combinati in modo più efficace a livello nazionale.

La UEFA ritiene che siano necessarie due misure per sconfiggere il razzismo nel calcio: il primo sono le campagne di sensibilizzazione e i programmi educativi, che si stanno già svolgendo in tutta Europa; il secondo sono le sanzioni disciplinari.

La tolleranza zero verso il razzismo deve essere appoggiata da sanzioni cospiscue e che fungano da deterrente, ha spiegato la UEFA alle federazioni dopo l'approvazione dei regolamenti disciplinari 2013. Il calcio europeo prende molto sul serio questo tema e dunque ha aumentato le sanzioni.

A marzo, il Consiglio Strategico Calcio Professionistico, formato dalla UEFA, dai club, dalle leghe professionistiche e dal sindacato calciatori europeo FIFPro Division Europe ha adottato all'unanimità una risoluzione che chiedeva maggiori sforzi nei programmi di sensibilizzazione e sanzioni più severe. La risoluzione è stata appoggiata dal Comitato Esecutivo UEFA e una nuova risoluzione con misure concrete è stata presentata e approvata unanimamente dalle 53 federazioni affiliate al XXXVII Congresso Ordinario UEFA di maggio a Londra.

Sulla base di queste iniziative, il nuovo articolo 14 dei regolamenti disciplinari UEFA prevede sanzioni più rigide contro club, giocatori e funzionari accusati di offese razziste. In caso di comportamenti razzisti, i giocatori e i funzionari di squadra possono incorrere in squalifiche fino a 10 partite, mentre i dirigenti delle federazioni o dei club rischiano la squalifica per un periodo specifico.

Inoltre, se i tifosi sono coinvolti in episodi razzisti, verranno puniti con la chiusura parziale dello stadio. In caso di seconda violazione, si giocherà una partita a porte chiuse e verrà imposta una sanzione di 50.000 euro.

Agli arbitri sono state ricordate le linee guida approvate dal Comitato Esecutivo UEFA a luglio 2009, che consentono ai direttori di gara di interrompere, sospendere o addirittura annullare la partita con una procedura a tre fasi per affrontare il razzismo a testa alta. Come stabilito dai nuovi regolamenti disciplinari, la UEFA ha informato le federazioni che l'annullamento della partita comporterà l'apertura automatica di una procedura disciplinare e l'eventuale assegnazione di un risultato a tavolino.

La UEFA ha ribadito che tutte le suddette misure verranno imposte anche per altre condotte discriminatorie e per tutte le forme di propaganda ideologica, politica e religiosa nel calcio. "Il nuovo approccio contro il razzismo e le altre forme di discriminazione è un segnale forte e chiaro - ha commentato Emilio Garcia, direttore dell'unità disciplinare e integrità della UEFA -. Ora il quadro legale è molto più rigido".

Per la UEFA, la campagna di lotta alle combine è una delle massime priorità: per questo, i regolamenti disciplinari contengono importanti emendamenti per punire tutte le violazioni in modo più efficace.

Secondo un nuovo articolo, le azioni disciplinari contro i soggetti che rientravano nella giurisdizione UEFA nel momento in cui è stato commesso un presunto reato di corruzione non verranno ritirati dagli organi disciplinari UEFA solo perché la persona coinvolta non fa più parte della giurisdizione UEFA. In secondo luogo, le combine, la concussione e/o la corruzione non sono soggetti a prescrizione.

In terzo luogo, viene introdotto un nuovo articolo secondo cui la Commissione Disciplinare e di Controllo UEFA conferma la giurisdizione UEFA qualora una federazione e/o un suo membro non riescano a perseguire (o perseguano in maniera inappropriata) una violazione che può danneggiare l'essenza del calcio, come le combine, la corruzione e il doping. "Le combine sono un punto chiave di questi regolamenti - commenta Garcia -. In questo senso, abbiamo rafforzato la posizione della UEFA".

I regolamenti disciplinari UEFA sono cambiati poco dagli anni '90, ma i casi sono aumentati molto sia per numero che per complessità. Mentre in passato gli emendamenti venivano stabiliti sulla base di singoli casi, le nuove norme offrono un nuovo approccio con una struttura più semplice e chiara.

Un significativo passo in avanti è stato compiuto dal punto di vista del buon governo e della trasparenza: da luglio 2013, la UEFA pubblicherà le sentenze degli organi disciplinari su UEFA.com, rompendo in maniera netta con il passato.

Altri importanti cambiamenti riguardano l'aumento di competenza dei giudici nell'applicare sanzioni, con una soglia di €10.000 per quelli della Commissione disciplinare e di controllo e €25.000 per quelli della Commissione d'appello.

Per le recidive, viene fatta distinzione tra turni di squalifica (un anno per la squalifica di un turno e tre anni squalifiche di due turni) e altre  violazioni (10 anni in caso di combine o corruzione, cinque anni in tutti gli altri casi). Ora, inoltre, l'ispettore disciplinare UEFA e la parte accusata dalla Commissione disciplinare e di controllo avranno la facoltà di presentare richieste identiche.

Infine è stata aumentata l'autorità dell'arbitro, poiché la squalifica per insulti a un direttore di gara viene aumentata a tre partite della stessa competizione, mentre la sanzione per aggressione a un direttore di gara è stata aumentata a 15 partite della stessa competizione.